Il
primo addomesticamento
delle mandrie di cavalli fu probabilmente quello dei
nomadi che vivevano sulle rive del Mar Caspio e del
Mar Nero.
Queste tribù iniziarono la loro attività
di pastorizia con greggi di pecore, capre e renne, che
erano state addomesticate circa 5000 anni prima dei
cavalli, in virtù della loro indole più
facilmente addomesticabile.
L'uomo, si concentrò sui cavalli inizialmente
solo per utilizzi più pratici, difatti venivano
tenute in mandrie, la loro carne era usata per il cibo,
le pelli servivono a costruire tende e vestiti, gli
escrementi dpo essere stati essicati venivano usati
come combustibile.
Le femmine fornivono latte, dal quale si ricavava una
forte bevanda chiamata ''kummi''.
Col passare degli anni anche gli spostamenti delle tribù
divennero più agevoli, utilizzando i cavalli
come portatori di masserizie. La naturale conseguenza
fu che l'uomo incominciò a montare a cavallo
per potere guidare le mandrie più agevolmente.
Agli inizi, nelle pianure e vallate del Medio Oriente,
il ruolo principale dei cavalli era limitato al traino
dei carri.
Con il miglioramento delle attività rurali, anche
i cavalli nè trassero beneficio con una alimentazione
migliore, che, sommata ad un incrocio delle razze, migliorò
la struttura fisica e morfologica del cavallo.
Qualità che rivelarono utili oltre al trasporto,
anche al combattimento e infine più avanti alle
competizioni sportive.
Nell'antichità, i cavalli, non furono mai sfruttati
per le attività agricole. Questi animali erano
considerati troppo nobili per fare lavori umili, addirittura
durante il periodo pre-cristiano i cavalli occupavano
un ruolo fondamentale nella mitologia del tempo.
Il possesso dei cavalli assicurava mobilità e
di conseguenza poteva contribuire ad estendere le civiltà
e i territori.
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