Nella
Giostra del Saracino i cavalieri si gettano al galoppo,
sulla pista in terra battuta e in leggera salita -la
lizza-, che taglia diagonalmente Piazza Grande, contro
il Saracino, un automa corazzato e armato di mazzafrusto,
un pesante sacco all'estremità di una catena.
I giostratori devono colpire lo scudo del Saracino
ripartendo a spron battuto per evitare il colpo di
ritorno della mazza.
Il colpo piazzato al centro vale cinque punti, quello
di striscio uno.
La contrada vincitrice riceve dalla città di
Arezzo, culla di abilissimi orafi, una lancia d'oro.
Anticamente, la pericolosa giostra era usata dagli
aretini come addestramento militare. Dal 1931 costituisce
una delle principali attrazioni folkloristiche della
Toscana.